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BIO

Alessandro Rossi è considerato uno dei batteristi più talentuosi ed eclettici dell’attuale scena del jazz. Inizia a suonare la batteria a sei anni; studia percussioni al conservatorio di Milano per poi laurearsi in “Batteria e Percussioni Jazz” al conservatorio di Como. Nel 2014 Siena Jazz gli assegna la borsa di studio per partecipare alla I.A.S.J., masterclass internazionale di jazz diretta da Dave Liebman, svoltasi l’anno successivo (2015) a Lisbona. Primo nella graduatoria nazionale istituita dai conservatori italiani, è stato il batterista della ONJGT (Orchestra Nazionale Giovani Talenti del Jazz Italiano) diretta da Paolo Damiani, con la quale ha collaborato con Enrico Rava e Paolo Fresu. Con ONJGT si è esibito al prestigioso Teatro Morlacchi di Perugia per lo storico festival Umbria Jazz, condividendo il palco con il trio del famoso pianista americano Brad Mehldau. Nell’estate del 2018 vince il primo premio al concorso “Tomorrow’s Jazz” promosso da Veneto Jazz, che gli permette di esibirsi al prestigioso “Dizzy’s Coca Cola – Jazz at Lincoln Center” di New York. Nel 2017 esce il suo primo disco da leader per la prestigiosa etichetta discografica italo-americana CAM JAZZ. La band che vede Andrea Lombardini al basso elettrico, Massimo Imperatore alla chitarra e Massimiliano Milesi al sassofono, approda nei principali festival italiani ed internazionali. Nel Luglio 2019 Em4ncipation suona alla serata conclusiva di “Bucharest Jazz Festival”; in programma, tra gli altri, Antonio Sanchez “Migration” e il gruppo dello storico sassofonista fusion Bill Evans. Con il gruppo della cantante Camilla Battaglia, ha suonato con il bassista elettrico nominato ai Grammy Pangiotis Andreu. Vince il premio “Nuova Generazione Jazz” con il gruppo del vibrafonista Gabriele Boggio Ferraris, insieme al quale si esibisce al festival di internazionale di Jazz di Toronto. Ha partecipato a “Rossintesta”, spettacolo teatrale del comico italiano Paolo Rossi dedicato a Gianmaria Testa. Sideman attivo e ricercato, si è esibito tutto il mondo. Germania, Francia, Portogallo, Svezia, Ucraina, Romania, Stati Uniti, Canada, Cina e Giappone. Di rilievo è la lunga collaborazione con il trombettista italiano Giovanni Falzone, con il quale ha condiviso numerose formazioni musicali dal duo al quintetto. Modus Operandi, il duo si è esibito all’edizione 2019 di “Time in Jazze, nell’ambito di “Venezia Jazz Festival”, presso T Fondaco dei Tedeschi musicando gli scatti del fotografo italiano Pino Ninfa. Border Trio, con Gianluca di Ienno, ha suonato insieme all’orchestra sinfonica “La Verdi” nel concerto scritto da Falzone e diretto da Daniele Bossaglia “Black Star Suite”, in omaggio all’ultimo album di David Bowie. Molte sono anche le pubblicazioni discografiche, Far East Trip (Musicamorfosi), dedicato all’opera di Duke Ellington. “Pianetti Affini”, vede la partecipazione tra gli altri di Filippo Vingnato al trombone (vincitore del premio Top Jazz 2018) e Fausto Beccalossi, storico fisarmonicista di Al Di Meola. Recente è invece l’uscita del disco prodotto e pubblicato da Auditorium Parco della Musica, dal titolo “L’Albero delle Fate” , insieme ad Enrico Zanisi e Jacopo Ferrazza. Diverse sono le collaborazioni con artisti del calibro di Riccardo Fioravanti, Roberto Cecchetto, Fulvio Sigurtà, Andrea Dulbecco, Francesco D’Auria. Ha suonato con Bebo Ferra, Marco Micheli, Paolino Dalla Porta, Tino Tracanna, Claudio Filippini, Rob Luft,, Andrea Andreoli, Alex Usai, Mauro Porro, Alfredo Ferrario, Paolo Tomelleri, Marco Detto, Michele Tacchi, Marco Ricci, Antonio Zambrini, Simone Daclon, Humberto Amesquita, Eloisa Manera, Luca Dell’Anna, Andrea Di Biase, Alex Orciari, Yuri Golubef, Carlo Morena, Simona Severini, Malika Ayane, Paolo Costa, Giorgio Cocilovo, Marco Scipione, Gabriele Boggio Ferraris, Michele Polga, Gabriele Evangelista, Giulio Corini, Matteo Bortone, David Friedman, Tony Miceli, Paolino Dalla Porta, Alessio Menconi e molti altri.